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Incertezza normativa, questione energetica e governo della transizione digitale sono gli elementi che gravano sull’evoluzione del mercato dei data center in Italia.
Sebbene alcuni interventi di carattere normativo a livello locale abbiano offerto un primo contributo in termini di semplificazione delle procedure, l’attenzione degli operatori è attualmente concentrata sull’introduzione di una normativa nazionale e organica che regolamenti finalmente il settore.
Inoltre, una rete elettrica già sotto pressione e la definizione di obiettivi ambientali sempre più stringenti si scontrano con la crescita della domanda di potenza computazionale, alimentata da intelligenza artificiale, digitalizzazione dei servizi pubblici e adozione di modelli cloud. L’integrazione di fonti rinnovabili, i modelli ad alta efficienza e l’adozione di strumenti come gli Small Modular Reactors o i Power Purchase Agreement rinnovabili sono le principali soluzioni allo studio per promuovere l’affermazione dei data center senza comprometterne la sostenibilità.
Infine, le scelte strategiche sui modelli di ecosistema fisico-digitale più opportuni per garantire la competitività dell’Italia nel mercato europeo dei data center plasmeranno significativamente quell’alleanza tra real estate e infrastrutture fondamentale per l’autonomia digitale del Paese.
La seconda edizione del convegno, organizzata a seguito dello straordinario interesse registrato dall’iniziativa, esplora le alternative alla logica dei provider one-fits-all delle FLAP cities, le forme più efficaci di integrazione delle infrastrutture digitali nel territorio e gli obiettivi della proposta di legge nazionale. Le sfide progettuali per trasformare i data center di nuova generazione in motori di sviluppo sostenibile, i modelli di partnership con i provider di energia rinnovabile e il potenziale dell’energia nucleare per supportare l'espansione dei data center sono inoltre tra i temi affrontati da operatori ed esperti.
Photo credit: Equinix
Lo Student Housing in Italia si conferma una delle asset class più dinamiche e resilienti del real estate, capace di attrarre capitali grazie a una domanda strutturalmente in crescita e a modelli gestionali sempre più evoluti. L’aumento della mobilità studentesca, il persistente divario tra domanda e offerta qualificata e l’attenzione ai criteri ESG stanno ridefinendo strategie di investimento, modelli di sviluppo e forme di collaborazione tra i diversi attori della filiera.
La nuova edizione del convegno promosso da CDV Conference approfondisce l’evoluzione dello Student Housing nel contesto italiano, analizzando le trasformazioni del mercato, le opportunità offerte dalle città secondarie e l’impatto delle recenti revisioni del PNRR sugli obiettivi di ricettività universitaria. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dell’investitore, alle strategie di valorizzazione degli asset, alla selezione del gestore e alla condivisione degli obiettivi tra proprietà e management.
L’iniziativa evidenzia il ruolo chiave di una gestione attiva e specializzata per la redditività degli investimenti e per il raggiungimento di elevati standard qualitativi e di sostenibilità. Completa il quadro l’analisi delle principali soluzioni contrattuali a disposizione del mercato, con un focus sul contratto di management quale strumento flessibile per disciplinare ruoli, responsabilità e assunzione del rischio, favorendo l’industrializzazione e la maturità del settore.
L'agenda dei lavori è in via di definizione.
La costruzione e le dinamiche della partnership tra proprietà e management nel settore dell’hospitality sono al centro dell’edizione 2026 del convegno promosso da CDV Conference con l’obiettivo di evidenziare, da un lato, le specifiche esigenze dell’investitore e, dall’altro, il contributo del gestore specializzato al successo delle iniziative di riqualificazione e sviluppo. Un approfondimento utile e opportuno nell’attuale scenario di mercato che, secondo dati forniti da JLL, ha registrato lo scorso anno investimenti per circa 1,8 miliardi di euro, che salgono a 2,2 miliardi includendo le riconversioni.
Partendo dalla moltiplicazione delle iniziative “asset light” che, basandosi sulla separazione tra proprietà e gestione, offrono l’opportunità di incrementare la redditività nel rispetto di elevati standard qualitativi, il convegno analizza le dinamiche negoziali che portano alla stesura di un contratto in grado di soddisfare e integrare le esigenze dei partner.
Completa il convegno l’analisi delle formule contrattuali disponibili per disciplinare ruolo e responsabilità delle parti, con particolare riferimento all’applicazione del contratto di management che, pur differenziandosi significativamente dalle fattispecie previste dal nostro sistema giuridico, ricade nell’ambito del principio dell’autonomia contrattuale espressamente previsto e codificato dal nostro ordinamento.
L'agenda dei lavori è in via di definizione.
Applicata al Real Estate, l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando equilibri, ruoli e vantaggi competitivi. Introdotta in un primo tempo per automatizzare attività di supporto operativo a basso valore aggiunto, ridurre i margini di errore e ottimizzare i processi, oggi l’AI viene sfruttata dalle aziende più evolute nella pianificazione strategica data driven.
Concentrandosi sulla valorizzazione di dati affidabili e strutturati, l’integrazione dell’AI si rivela infatti uno strumento prezioso per orientare i processi decisionali relativi a previsioni di mercato, valutazione del rischio, gestione del portafoglio e selezione delle opportunità di investimento. Un cambio di paradigma che non sostituisce la competenza e l’esperienza umana ma le potenzia offrendo un contributo importante per migliorare velocità e qualità delle decisioni strategiche e accuratezza delle previsioni.
Il convegno esamina presente e futuro dell’AI per l’industria immobiliare mettendo a confronto la situazione italiana con le esperienze straniere e offre un’analisi di tempi, risorse e modalità di introduzione dell’AI nei processi aziendali.